84 GRADINI

di Valentina Vincenzini

pubblicato su farespettacolo.it
lunedì, 10 febbraio 2014

84 GRADINI

Uno spettacolo di e con Giuseppe Mortelliti
Scenografie: Simone Martino
Consulenza Musicale: Francesco Leineri

In scena al Teatro Studio Uno, Sala Gassman, dal 21 gennaio al 2 febbraio 2014

Note di regia: “La vita è fatta a scale, c’è chi scende e c’è chi sale”. Partendo da questa nota metafora nasce “84 gradini”, la storia di un uomo che ha vissuto i gradini della propria esistenza sempre di corsa. Un uomo semplice, che nasce in campagna e si trasferisce in città dove trova lavoro, si fa grande, costruisce una famiglia e delle amicizie.

★ “84 Gradini” è il racconto di chi è in fuga perenne senza vivere una vita spericolata, un monologo che riflette una condizione diffusa dell’uomo di oggi, in continua ricerca di certezze, punti fermi, conferme che però non arrivano mai. Una corsa vana dove alla fine sono gli eventi della propria esistenza a correre più veloci. ★

Nella sala intima del Teatro Studio Uno, Giuseppe Mortelliti mette in scena 84 gradini, una lezione di Teatro Off sperimentando un modo di fare teatro performante che trova espressione attraverso il corpo, la modulazione della voce e la reiterazione.

84 gradini ovvero il viaggio di una vita sciorinato in 84 tappe, 84 step di un percorso senza meta e senza tempo. Potrebbe sembrare il classico puzzle di frammenti di una storia che compone il racconto di una vita, invece il lavoro di Giuseppe Mortelliti, come accade nei romanzi di Josephine Hart, mira a raggiungere una dimensione più profonda, mira non a raccontare una storia ma a descrivere la “geografia dell’anima”, ovvero a mettere il lettore/spettatore di fronte all’ineluttabile e all’inesplicabile.

Una scenografia modulare, composta per lo più da quadrati colorati, crea un’atmosfera allegra e infantile. E’ in questo asilo della memoria che Giuseppe Mortelliti da voce e muove personaggi e proiezioni della propria coscienza, che di allegro e infantile non hanno proprio nulla.

Un “io interiore” che spaventa, una madre rassegnata, un padre saggio e un medico incomprensibile sono, tra gli altri, i compagni e al contempo gli ostacoli della vita di un uomo che vorrebbe crescere ed affermarsi e si ritrova invece a scontarsi continuamente con la morte degli altri e, infine, con la propria.

Qui è una tragedia, sono morti tutti!” dice ad un certo punto Augusto, uno dei personaggi messi in scena da Giuseppe Mortelliti, strappando inevitabilmente una risata agli spettatori.

La morte, il grande tabù dell’uomo contemporaneo che, secondo Zygmunt Bauman viene annullata continuamente attraverso la “decostruzione della morte” e dell’immortalità, è invece la vera protagonista di 84 gradini. Ineluttabile e inesplicabile, incancellabile e imprevedibile, la morte non spaventa come la vita, non crea affanni e non distrugge ma, forse, eleva l’uomo ad un livello più alto. Alto come i propri sogni e le proprie aspirazioni fino a quel momento irraggiungibili.

84 GRADINI

Uno spettacolo di e con Giuseppe Mortelliti
Scenografie: Simone Martino
Consulenza Musicale: Francesco Leineri