Intervista a Jerry D’Avino, Hair Stylist & Filmmaker

di Valentina Vincenzini

pubblicato su farespettacolo.it
mercoledì, 12 marzo 2014

Biografia: Jerry D'Avino nasce a Napoli il 22 Marzo 1977. In tenera età si appassiona allo studio della musica, che lo porterà di lì a pochi anni, a far parte di alcune cover-band, come frontman. Nel ‘97, grazie all’influenza di amici, si avvicina al teatro cominciando a misurarsi anche come attore. Si trasferisce in Piemonte proseguendo l’attività teatrale affiancandola al suo lavoro da Hair Stylist. Torino diventa professionalmente molto significativa, e nel ‘98 gli da la possibilità di approdare al mondo cinematografico come Head Department. Inizia così la collaborazione con registi di fama nazionale ed internazionale che fanno nascere in lui l’interesse per la regia. Trasferitosi a Roma continuerà la sua attività con ottimi risultati coltivando sempre di più la sua passione per la regia. L’ambiente lavorativo lo porterà a stringere conoscenze con persone che lo aiuteranno nella realizzazione dei suoi progetti da regista: 2010 [in-ven-tà-rio] Thriller muto di 10′ e nel 2012 Amir Drammatico in lingua originale di 10′.


Jerry, com’è avvenuto il tuo ingresso nel mondo del lavoro nell’industria cinematografica?

E’ stato un caso o forse il destino. Ho collaborato da sempre come Hair e Make up per noti fotografi di moda tra Milano e Torino. Dopo l’esperienza stilistica con la Burberry a Londra ritornai in Italia con un’idea all’epoca diversa, cioè fondere le acconciature d’epoca a gli abiti attuali. Decisi così di collaborare con un laboratorio di Parrucche a Torino per approfondire al meglio l’argomento “Epoca”. Nello stesso periodo a Torino iniziarono le riprese del primo lungometraggio di Gianluca Maria Tavarelli “UN AMORE” per il quale mi chiesero di seguire la parrucca che usava Lorenza Indovina per le riprese del film. La giovane età e la mia incoscienza mi catapultarono in quel nuovo mondo dove fu “un amore” a prima vista.

Hai lavorato moltissimo sia nel cinema sia nelle televisione, respirando l’aria dei set dei film di Peter Greenway, Carlo Lizzani, Roberto Faenza e tanti altri. Ci racconti come svolgi il tuo lavoro e quali sono le tue responsabilità e i tuoi compiti?
…Moltissimo non direi! Ho ancora tanti anni spero! Definirei me e i miei colleghi cinematografari con un’unica parola: Circensi stanchi. Circensi perché siamo sempre in movimento nei camper per seguire le location più strane e stanchi invece perché non dormiamo mai abbastanza. Nello specifico lavorare come Head Department (in Italia comunemente conosciuto come “Parrucchiere cinematografico” e ancor peggio “Parrucco” sul Set!) consiste nel creare il look idoneo per i vari personaggi in base alla sceneggiatura.
Credo inoltre, e penso di parlare a nome di tutti i miei colleghi anche futuri, del mondo dello spettacolo e non, che dovrebbe esserci conferita una laurea ad honorem in psicologia, perché non dobbiamo solo saper pettinare una donna ma bisogna anche comprenderne gli stati d’animo.

Cinema, serie e programmi televisivi, videoclip, servizi fotografici… quale lavoro ti ha messo più alla prova e ti ha dato la possibilità di esprimere al meglio la tua professionalità?
La possibilità di esprimermi l’ho avuta nel 2007 da Fabrizio Bentivoglio per la sua opera prima “Lascia perdere Johnny”. E’ stato per me un progetto interessante e stimolante e non è stato difficile dal punto di vista professionale; mi sentivo davvero fortunato nel collaborare con gli stessi attori che da ragazzo ammiravo. La fortuna che avevo avuto nel collaborare a quel progetto e l’amore per il mio lavoro facevano svanire ogni sforzo e fatica… Ero giovane e non mi sembrava vero, finalmente ero riuscito a realizzare uno dei miei sogni.

Passiamo dal set al web cos’è la JDStudio e come funziona il portale jdstudio.com?

La competizione non è mai stata una mia peculiarità, sono stato sempre una persona a cui piace collaborare con altri, anche in gruppo come spesso accade. Fu per questo che nel 2000 decisi di trasformare il mio sito personale (Jerry D’Avino Studio) in un portale per Truccatori e Parrucchieri. Un altro dei miei sogni era quello di creare un punto d’incontro GRATUITO per professionisti e non, e per tutti coloro che volessero avvicinarsi a questo settore. Una sorta di social network dove potersi promuovere gratis, scambiarsi informazioni o semplicemente trovare dati utili. Ringrazio tutti i partners per avermi aiutato a realizzarlo.

Nel 2010 hai realizzato il cortometraggio [in-ven-tà-rio]. Cosa ti ha spinto ad esprimerti attraverso il linguaggio audiovisivo?
Direi pura casualità! Anche se senza studi approfonditi da sempre mi sono cimentato nella scrittura attraverso testi, poesie, canzoni e qualche cortometraggio. Il Commercialista (titolo originale) è un’idea che nasce nel 98’ in Piemonte ed è il mio primo progetto. Passano circa dodici anni fino a quando, nel 2010, lavorando per una fiction Italiana, ci furono diverse collaborazioni per la realizzazione di progetti di amici, colleghi e aspiranti registi; misi da parte l’imbarazzo, presi coraggio e feci leggere ad un mio amico il mio soggetto:

SC 1 CINECITTÀ – EST/ GIORNO

AMICO
Perché non provi a realizzarlo da regista?
Dopo tutti questi anni da set, qualcosa avrai pur imparato!

IO
(perplesso) …

AMICO
C’è già tutto, troupe e materiale, devi solo noleggiare la videocamera.

IO
(ancora più perplesso) …

Nonostante le sue imperfezioni “inventario” resta il primo amore e il primo amore si sa…non si dimentica mai!

Dopo [in-ven-tà-rio] ti sei rimesso in gioco come filmmaker realizzando “Amir”, da dove nasce l’idea di questo progetto?
Al mattino leggo sul mio block-notes ciò che di notte avevo riportato e come un flashback a ritroso mi ritorna tutto in mente. …Oh mio Dio era soltanto un sogno! Anche se può sembrare assurdo Amir è un’ idea che nasce da una delle mie fasi REM. Ho sognato le scene nei minimi dettagli, i dialoghi dei personaggi, l’ambiente, le emozioni… l’unica differenza dal corto poi realizzato erano i ruoli invertiti tra Arabi e Americani.
Come spesso accade nei sogni alla fine ci si sveglia sempre nel momento clou. Cercando di seguire un mio percorso, scelsi di realizzare Amir perché era l’ultimo cortometraggio da me scritto.

In cantiere hai un nuovo progetto, il software/applicazione cineartroom.com in uscita nel 2014. Di cosa si tratta?
Cineartroom è un progetto in cantiere già da sette anni, purtroppo i tempi si sono protratti essendo un software “homemade”. Pensato per gli addetti ai lavori dei diversi reparti del cinema, in special modo Truccatori, Parrucchieri e Costumisti, Cineartroom è un applicazione in grado di gestire in modo semplice film e raccordi (nonché la continuità tra le scene). L’idea scaturì durante la sostituzione di un mio collega per una fiction decennale, in cui le scene da gestire erano tante e lo spreco di carta era a mio parere eccessivo. Da quel giorno decisi che anche io nel mio piccolo dovevo rimediare al danno che avevo recato all’ambiente in tutti questi anni, digitalizzando tutto.