Intervista a Laura Gasperini, Videographer e Multimedia Artist

di Valentina Vincenzini

pubblicato su farespettacolo.it
lunedì, 17 giugno 2013

Biografia: Laura Gasperini, Videographer e Multimedia Artist, ventottenne grossetana, Laureata in Cinema, Musica e Teatro presso l’Universita’ di Pisa, nel 2010 si trasferisce a New York, per studiare alla New York Film Academy. Nel 2012 inizia a lavorare per Howcast.com un sito How-to per il quale collabora nel giro di un anno a quasi 2000 mini-video. Sempre nel 2012 uno dei suoi cortometraggi, The Last One, riceve una Official Seletion al New York Filmmakers’ Film Festival. Lavora come aiuto regista sul set di Bayonet, del regista canadese Gregory Horoupian, il quale ottiene riconoscimenti al Festival del Cinema di Varsavia e al Festival del Cinema di Montreal. In occasione del Year of Italian Culture, cura regia e riprese delle interviste a Helen Mirren, Taylor Hackford, Lidia Bastianich, Alessandra Ferri, Antonio Monda, Grazia D’Annunzio e Stefano Albertini. Collabora inoltre con una serie di gallerie d’arte Newyorkesi ed è parte della screening commitee per il Nantucket Film Festival 2012.

È possibile fare il lavoro che si desidera? La storia di Laura Gasperini è un altro SI a questa domanda. Sedute nel piccolo parco di Union Square, con la tranquillità di chi ha fatto la scelta giusta, Laura mi racconta il suo percorso di vita e professionale. Un percorso “work in progress” nato dal coraggio di mettersi in gioco in un paese straniero e dalla voglia di dare una possibilità al proprio futuro. New York quindi come tappa fondamentale di una carriera impossibile in Italia ma anche base ideale per continuare a fare progetti. E realizzarli.

Dopo il liceo linguistico hai studiato cinema presso l’Università di Pisa dove ti sei laureata nel 2007. Ci racconti del tuo percorso formativo e come hai mosso i tuoi primi passi nel mercato del lavoro italiano?
La mia passione per il cinema è nata dopo aver frequentato dei corsi di cinema durante il liceo tenuti dal regista Grossetano Francesco Falaschi e lo sceneggiatore Alessio Brizzi. È da lì che è partito il tutto ed è da li’ che ho deciso di studiare storia del cinema all’Università (contro il parere di molti “non arriverai da nessuna parte!”). Gli studi che ho frequentato, molto teorici, mi hanno però permesso di avere una conoscenza ampia del cinema italiano ed estero e di conseguenza mi hanno portato ad innamorarmene sempre di più. L’Università mi ha permesso di frequentare diversi stages, fra cui uno con L’ Associazione Cinematografica Nido Del Cuculo di Livorno (diretta da Paolo Ruffini) e uno presso il Centro Multimediale del Cinema di Pisa (diretta dal Prof. Pier Marco De Santi)..e poi, non so.. per qualche motivo mi sono scoraggiata, credendo che il mio futuro non fosse nel cinema ed ho deciso di dedicarmi ad un’altra delle mie passioni: lavorare nel settore turistico.

Nel 2010 ti sei trasferita negli USA per frequentare la New York Film Academy. Come hai maturato questa decisione? Perché proprio New York?
Avevo bisogno della “svolta”, lavorare nel turismo era si divertente, ma non era la mia passione. Dovevo fare la “prova del nove” con me stessa e verificare se veramente il cinema era la strada che volevo intraprendere. La ricerca della scuola è stata ardua, ma fra tutte quelle a New York mi è sembrata quella che facesse proprio al caso mio. Perchè New York? Beh, anche la famosa canzone diceva “If I can make it there, I can make it anywhere”.. io sono partita per un workshop di 2 mesi e alla fine vivo qua da quasi 3 anni… Forse non ce l’ho ancora fatta, ma penso di essere sulla strada giusta!

Quali sono i canali per un freelancer per inserirsi nel mercato del lavoro americano?
Trovare lavoro in generale non e’ mai facile. In un mestiere come il mio, con cosi tanta competizione, lo è ancora meno. In America, oltre alla benamata meritocrazia (alleluya!) funziona anche molto il networking, soprattutto se sei un’artista, o comunque un freelancer. Vero è che fare il freelancer è molto più facile qua, molte opportunità e molta meno burocrazia.

Tu lavori anche come Teacher Assistant presso la NYFA, cosa ci racconti di questa esperienza?
È bellissimo insegnare ciò che sai ad altri, è molto gratificante. Un Teacher assistant viene considerato dagli studenti come un amico a cui chiedere qualsiasi informazione, dal supporto tecnico alle scelte stilistiche. Personalmente adoro lavorare con i ragazzi delle High School, hanno un sacco di fantasia e imparano molto velocemente!

Dopo un anno di lavoro hai chiesto ed ottenuto un visto O-1. Quali sono i tuoi progetti per il futuro? Progetti di rimanere negli Usa o pensi di tornare prima o poi in Italia?
Il mio visto O-1 vale 3 anni e nei prossimi 3 anni continuerò a collaborare con le aziende per cui lavoro adesso, a fine anno sarò assistente alla regia sul set di un lungometraggio diretto dal regista canadese Gregory Horoupian, con cui ho già collaborato in passato. Tornare in Italia? Non so, per adesso non so ancora bene quale sia la mia casa in realtà!

Quale consideri essere il lavoro più importante che hai realizzato?
In occasione del 2013 Year of Italian Culture in the U.S. ho diretto 7 video interviste e ho avuto l’occasione di incontrare ed intervistare personaggi come Helen Mirren, Taylor Hackford, Lidia Bastianich e Alessandra Ferri. Ma reputo qualsiasi lavoro a cui ho collaborato in quest’ultimo anno molto importante per me, è stato un anno super busy e per adesso anche il 2013 sta promettendo bene.

The Last One è uno short film scritto, diretto e prodotto da te. Ci racconti dell’iter produttivo e distributivo?
The Last One è nato come un gioco, nel 2011 a New York è entrata in vigore una legge che vieta di fumare nei luoghi pubblici, come parchi, piazze e zone pedonali. Come protesta i Newyorkesi fumatori si sono riuniti a Times Square per fumare tutti insieme! Ciò mi ha fatto tanto ridere ed è stata l’ispirazione per The Last One, filmato in pochissime ore durante una lezione a scuola. È stato un progetto fortunato che ha avuto tanto successo e l’anno scorso ha ricevuto una Official Selection per il New York FIlmmakers’ Film Festival. Una bella soddisfazione personale!

Attualmente stai lavorando ad un progetto molto interessante che coinvolge delle protagoniste-autrici sparse per il mondo, come è nata questa idea?
Sto lavorando ad un documentario che verrà filmato in 4 angoli diversi del mondo, è un progetto molto ambizioso ma spero di riuscire a realizzarlo nel giro dei prossimi sei mesi.. non voglio raccontarti troppo, per adesso ho “gettato le fondamenta” ma spero di fare presto un’intervista con te proprio sul mio documentario!

Cosa consigli a chi vuole intraprendere un percorso simile al tuo?
Di non pensare che la vita all’estero sia una passeggiata, che uscire dall’Italia per forza vi garantisce successo.. tutto dipende, come in ogni cosa, dal vostro impegno e dalla passione che avete per ciò che volete fare nella vita. Fare l’artista non è una strada facile, bisogna essere pronti a prendere tante porte in faccia e bisogna anche essere pronti a sfondarle queste porte!