Intervista ad Andrea Careri, Sceneggiatore

di Valentina Vincenzini

pubblicato su farespettacolo.it
martedì, 12 agosto 2014

Biografia: Andrea Careri inizia a scrivere ottenendo alcune pubblicazioni su varie antologie, nel 2008 cura per la Giulio Perrone editore un progetto editoriale dal titolo Rac-Corti mini storie per chi va fretta. Con la Edizioni Nuova Cultura pubblica la piecè teatrale Together we are invincibile-L’uomo che affittò un teatro per amore. Dal libro e dal suo testo è stato prodotto l’omonimo spettacolo teatrale. Nello stesso anno viene selezionato per il corso di formazione e perfezionamento di sceneggiatori Rai-Script. Collabora con il regista francese Julien Paolini con il quale ha scritto diverse sceneggiature acquistate da produzioni francesi e il corto Tuer l’ennui andato a Cannes e in altri festival di tutto il mondo. Con il regista Paolini collabora anche alla scrittura e alla realizzazione degli Spot per le primarie del partito Socialista francese e di uno spot per GREENPEACE che ha come protagonista la celebre cantante Ayo. All’inizio del 2013 inizia a lavorare attivamente come sceneggiatore nel mercato Americano.

Da una laurea in storia contemporanea alla sceneggiatura. Quando nasce la tua passione per la scrittura e quando hai deciso di farne un mestiere?
La passione per la scrittura, o per essere più precisi: la passione per lo “storytelling” la ho sempre avuta, sin da bambino. Ho scritto la mia prima favola a 8 anni, si chiamava Asko (la curiosità è che a 30 anni ho usato lo stesso personaggio per scrivere un film animazione per il mercato Americano.) Ho deciso che sarebbe diventato il mio mestiere nel 2008 nonostante tutti mi dicessero che un ragazzo di periferia senza raccomandazioni, un ragazzo che veniva da una famiglia normale non ce l’avrebbe mai potuta fare. Credo che la gente in questo paese usi parecchie scuse e pensi più a giudicare la vita e i risultati degli altri che a darsi da fare. Tutto è possibile, ma serve una determinazione di ferro, una grossa volontà, se una persona vuole ottenere un risultato, qualunque esso sia, non deve arrendersi mai. E serve, soprattutto, essere aperti di mente, fare altri lavori, avere altre entrate parallele. Non fermarsi o fissarsi con una sola cosa. Altrimenti la passione diventa ossessione e le ossessioni hanno poco a che fare con il business e il lavoro.

Dopo aver scritto e pubblicato la piecè teatrale “Together we are invincibile-L’uomo che affittò un teatro per amore” andata in scena in diverse serate in alcuni teatri di Roma, sei stato selezionato per il corso di formazione e perfezionamento di sceneggiatori Rai-Script. Come hai mosso i primi passi come sceneggiatore?
Sono stato chiamato a lavorare come sceneggiatore dalla Puzzle Movie, società di produzione di Marco Gallo, illuminato produttore che negli anni 90 aveva creato ShortVillage e lanciato molti registi e sceneggiatori ora quarantenni. Marco Gallo è cresciuto nel cinema, il padre aveva lanciato Nanni Moretti e prodotto Fellini e Visconti. Questo suo background gli ha dato una profonda conoscenza del mestiere e del mondo del cinema, e mi ha insegnato molte cose. Inoltre ho iniziato a scrivere e a sviluppare idee di altri, e mi ha insegnato a scrivere pensando da producer, ovvero pensando che ogni scena ha un costo, che la narrazione di un film è un qualcosa che ha che fare con il ritmo del racconto e con la fattibilità del progetto. Questo è stato un vantaggio e forse anche la ragione per la quale ora sono diventato a mia volta un producer. Dopo la collaborazione con Marco ho iniziato a scrivere con Julien Paolini,un ragazzo francese con il quale ho scritto diverse sceneggiature,sia per il mercato italiano che per quello francese. Comunque prima di scrivere sceneggiature avevo già scritto un romanzo e lo avevo fatto leggere a Giancarlo De Cataldo,conosciuto per caso nella mia università. Lui mi aveva detto che più che un romanzo sembrava una sceneggiatura, e scherzando,mi aveva detto che avrei dovuto fare lo sceneggiatore. E io l’ho preso sul serio(IOL)

Tra i tuoi lavori vi sono anche degli spot per il partito Socialista francese e Greenpeace. Ci racconti della tua esperienza con il regista Paolini?
Beh sono state due occasioni importanti per misurare il mio talento e la mia creatività. Sono stato l’unico italiano a partecipare alla campagna del partito socialista francese,scrivendo le pubblicità che dovevano invogliare l’elettore francese a votare per le primarie. Mi ricordo che non stavo a Roma quando Julien mi ha chiamato e mi ha proposto il lavoro. Avevo solo poche ore per proporre delle idee. E ho mandato una lista con circa 30 possibili soggetti per gli spot. Hanno scelto i miei ed è stata una grossa soddisfazione. Gli spot sono stati visti in tutta la Francia e sono andati in onda su Le Monde, Le Figarò,Le Parisienne, TV France. Insomma per un”non francese”è stata una grande occasione e una grandissima soddisfazione professionale. Lavorare con Greenpeace e con una star internazionale come Ayo poi è stato il massimo. Sono felice di aver avuto queste occasioni. Sono grato alla Francia,e ovviamente devo essere grato a Julien Paolini per avermi chiamato e dato l’opportunità di lavorare in questi progetti.

Nel 2013 invece hai vissuto un periodo a New York. Come ti sei inserito nel mercato americano?
Sono stato a New York diverse volte, sempre come turista. Mi sono innamorato della città, delle ragazze newyorkesi,dell’energia che si respira nella Grande Mela. Lì ho avuto modo, grazie a una innata abilità nel network, di conoscere diversi produttori. Uno su tutti Luigi Benvisto , ragazzo italiano con il quale ho iniziato a collaborare. Stiamo scrivendo insieme un film dal titolo KOB. Un action-Mob ambientato tra Brooklyn e il Mid-West. Ho conosciuto lì anche Esme Von Hoffman, giovane regista di talento, e sto lavorando come associate producer al suo film d’esordio: OVID-the biopic,una sceneggiatura molto particolare,una storia intelligente,brillante e innovativa. Il film sarà girato a Detroit. Uno dei produttori è il pluripremiato Greg Johnson vincitore del Sundance Film festival e nominato per due volte al Golden Globe. Ho la fortuna di lavorare con lui che ha prodotto il Calamaro e la Balena” The Squid and The Whale”, bellissimo film del cinema indipendente americano.

Attualmente collabori con il producer regista Emanuele Moretti. Su quali progetti state lavorando?
Abbiamo in progetto una commedia per il cinema americano con protagonisti due zombie adolescenti. Scriveremo la sceneggiatura con due giovani talenti di Hollywood, Michael K. Snyder, con il quale collaboro e con il quale scriverò anche altri film e Justine Di Sandro. Il film per ora non ha un titolo. Il working title è Zombie Family. Ma obbiettivamente è piuttosto brutto. (IOL). Con Emanuele Moretti abbiamo anche scritto un film per il mercato italiano, dal titolo invincibili. Anche se tutti e due lavoriamo in America non vogliamo comunque mettere in secondo piano il nostro paese e il mercato italiano.

Ci parli del progetto “American Girl in Rome”?

American Girl in Rome è il mio primo film come writer-producer per il mercato Americano e internazionale, anche se come dice il titolo, il set sarà la città dove sono nato e cresciuto: Roma. Co-produrrò (nel senso Americano del termine Producer) il film con il distributore e produttore Pier Francesco Aiello, fondatore della PFA Films che sta nel mercato da più di venti anni. Aiello si è innamorato del progetto e ha deciso di farne parte attivamente. Dopo anni di esperienza internazionale come distributore e buyer e dopo aver prodotto Abel Ferrara, e diversi film per il mercato francese ha deciso di produrre questo progetto. American Girl in Rome sarà presentato ufficialmente al mercato televisivo di Cannes, il MIP-COM, il prossimo ottobre.Infatti American Girl in Rome non è solamente un film, ma anche il pilota di una serie TV con gli stessi personaggi e lo stesso concept. American Girl in Rome è un pilota televisivo distribuito al cinema, visto che ormai sempre più, soprattutto in America, il linguaggio televisivo si sta ibridando con quello cinematografico, abbiamo pensato di fare questo esperimento. Il film/pilota avrà comunque la durata di un film classico e una struttura che permetterà di goderne la visione in sala come un qualunque altro tipo di pellicola. Nel cast ci sono anche delle attrici americane che hanno lavorato in diversi film di Hollywood e in diverse serie televisive statunitensi.

Da sceneggiatore a producer. Quale direzione prenderà la tua carriera?
Il lavoro del producer non esiste qui da noi in Italia, è molto più vicino a quello che fa un producer nella musica e nel music biz piuttosto che alla figura classica del produttore italiano. Il producer infatti si occupa di trovare la crew adatta, il cast, il regista, di creare un team vincente e curare lo sviluppo del progetto dall’inizio alla fine. Si occupa anche di trovare investitori e finanziamenti,ma questo è un lavoro che concerne più l’Executive Producer. In America ci sono molti sceneggiatori che lavorano anche come producer, è una cosa piuttosto comune a Hollywood e perfino nel mercato indipendente. Io sto al momento lavorando come writer e come autore TV, quindi collabori con altri produttori senza essere a mia volta producer. Ma ovviamente su alcuni progetti personali, nei quali credo molto, cerco di essere anche il producer del film per avere maggior controllo creativo su tutto il progetto. Uno dei miei punti di riferimento è Alessandro Camon, il writer-producer italiano nominato al Premio Oscar, che ha prodotto tra i tanti film anche American Psycho. Ecco,diciamo che il mio sogno, o per meglio dire, il mio grande obbiettivo è quello di poter diventare un giorno il nuovo Alessandro Camon. Molto difficile e molto duro. Diciamo che ci proverò anche se le possibilità sono molto basse,ma io amo andare contro la probabilità. Altrimenti da Colle del sole,quartiere ameno e bucolico a pochi passi da Corviale,ai confini del raccordo, non avrei mai iniziato a seguire un percorso così difficile,senza conoscere nessuno e senza venire da una famiglia di cinema. (che poi è difficile per tutti, anche per chi viene da una famiglia di cinema… insomma questo ci tengo a precisarlo). In ogni caso la chiave della felicità- come insegna il buddismo, religione che mi ha cambiato la vita- non dipende di certo da queste cose. Per me non è stato mai un dramma e non sarà mai un dramma dovermi reinventare,fare altri lavori. Niente dura per sempre. Quindi sono sempre aperto a diversificare il mio business e per quello ho iniziato a collaborare con Christian Cervone, scienziato del web con il quale stiamo realizzando diverse applicazioni per android e Iphone. Trovo molto stimolante poter usare la mia creatività e la mia passione per raccontare storie e lo storytelling anche in altri settori dell’intrattenimento come le app e i new media.