InutilmenteFiga di Elda Alvigini

di Valentina Vincenzini

pubblicato su farespettacolo.it
mercoledì, 23 ottobre 2013

INUTILMENTEFIGA

Di Elda Alvigini, Natascia Di Vito e Marco Melloni

con Elda Alvigini

In scena al Piccolo Eliseo Patroni Griffi dal 22 al 27 ottobre, Roma.

Trama: “Inutilmentefiga” racconta la condizione di molte donne di oggi, intorno ai quarant’anni, quasi sempre figlie di ex sessantottini, laureate, belle, con un buon lavoro, spesso separate con figli. Sono donne intelligenti e sensibili! almeno così si vedono loro! e non capiscono, ma proprio non capiscono, perché non hanno un uomo!

★ Attraverso i diversi argomenti affrontati nel testo, allo spettatore non sarà difficile capire che certa cultura sessantottina e di sinistra ci ha rovinato la vita!
Gli argomenti trattati vanno dai rapporti affettivi familiari (educazione, traumi infantili, edipi vari) al problema del rapporto con gli uomini, con le amiche, con la società, con la politica o quel che ne resta. ★

“Dov’è che mi sono persa?” si chiede e chiede al pubblico una straordinaria Elda Alvigini in un brillante one-woman-show a metà strada tra un monologo teatrale e uno spettacolo di cabaret. Squilla un cellulare, Elda risponde, poi si scusa ed invita il pubblico ad accendere il proprio “così, per par condicio”.

Stuzzicati, tentati, invitati quasi ad interagire assistiamo, dalla sala gremita del Piccolo Eliseo Patroni Griffi, ad una continua rottura e ricostruzione della quarta parete. Squilla di nuovo il telefono “Chi sarà questa volta? Riconoscete la suoneria?”, qualcuno azzarda “La mamma?”, “Eh no!” -risponde Elda- “Non siete stati attenti! Ah, è la nonna”.

Lo capiamo subito, il cellulare è il co-protagonista. Questo oggetto così presente nelle nostre vite da scandirne il tempo, diventa il leitmotiv del ritratto che Elda Alvigini fa della donna contemporanea. Una donna emancipata, colta, bella, libera. Libera?

Grazie ad una scenografia psichedelica Elda Alvigini ci porta all’interno del mondo del suo alter ego. Un mondo fatto di giocattoli e preservativi, di fiabe e delusioni. L’identità della donna come il risultato di un faticoso percorso in cui i traumi dell’infanzia e dell’adolescenza trovano spazio per subdole vendette.

Così, a quarantanni, la donna della quale ci parla Elda Alvigini si rifugia ancora nelle favole anche se ha smesso di aspettare il principe azzurro, comprende i propri limiti e difetti anche se non comprende che male ci sia ad averne, arriva a prendere coscienza di sè domandandosi a quel punto se ci sia un medico in sala.

Inutilmentefiga in un mondo in cui la peggior vendetta è rubare l’identità su internet all’amore perduto. Inutilmentefighe queste donne che si perdono in ore ed ore di discussione con gli amici per interpretare i significati nascosti di un puntino di sospensione di troppo nell’SMS ricevuto. Felicementedivertiti noi del pubblico, per una volta coinvolti non dall’ironia, non dal sarcasmo, ma dalla sincerità di una donna che ha il coraggio di chiamare le cose con il proprio nome.

di Valentina Vincenzini

INUTILMENTEFIGA

Di Elda Alvigini, Natascia Di Vito e Marco Melloni

con Elda Alvigini

scene Paki Meduri
disegno luci Luigi Biondi
musiche Paolo Buonvino
suono David Quadroli
foto Barbara Ledda