Malìa, il mondo rovesciato di Gianni Guardigli

di Valentina Vincenzini

pubblicato su farespettacolo.it
giovedì, 17 ottobre 2013

MALÌA

Di Gianni Guardigli
Regia Ida Bassignano
con Stefania Felicioli (Maria)
e Elisabetta Piccolomini (Anna)

In scena al Teatro Vascello dal 16 al 20 ottobre, Roma.

Trama: Tra vestiti come miracoli colorati, la sarta Maria si incontra e si scontra con la sua amica Anna nella quotidianità ottimistica della provincia emiliana. Malia è seduzione subita e mai sopita per un idolo del passato, Mal dei Primitives, è anche l'incanto e il vanto di un figlio che ammalia le folle e che avvicina la sarta alla madre di Cristo per coincidenze e affinità. Malia è anche la ‘dizione cinese’ del nome della donna, pronunciato dall’immigrata asiatica che spia la sua arte sartoriale. In realtà la vera ‘malìa’ è quella di una donna che non vuole abbandonarsi alle sventure e cancellare le sue aspirazioni ad una sorta di "sacro" anche se degradato. Le canzonette mixate con musica "colta", sottolineano il passaggio delle scene tra quotidianità e sogno.

★ Malìa, testo scritto da Gianni Guardigli (romagnolo di Forlì) emana forte l’odore e il sapore di una terra. Ma senza nessuna retorica patriottarda o secessionista, quanto invece ricchezza di un umore e di una caratterialità positivi, che può permettersi di commuovere giocando con i modelli di illusioni e consumi facili e universali. ★

In scena al Teatro Vascello, la prima assoluta di Malìa, il nuovo testo di Gianni Guardigli, con la strepitosa interpretazione di Stefania Felicioli nel ruolo di Maria e di Elisabetta Piccolomini nel ruolo di Anna, dirette da Ida Bassignano.

Anna è l’amica più cara e la guida intellettuale di Maria, una sarta di provincia, vedova di Beppe, madre di Gesualdo (detto Aldo), concepito in sogno dopo un concerto di Mal Dei Primitives, idolo e ossessione della donna. No, nessuna metafora della Sacra Famiglia, semmai una sofisticata ironia e uno stravolgimento delle “icone” che conducono gradualmente lo spettatore in un terreno sapientemente disseminato di genuina comicità e sottile riflessione.

Maria e Anna, una ignorante l’altra colta, una sognatrice l’altra realista, una credulona l’altra scettica. Eppure legate da quella amicizia sincera che permette loro di parlarsi apertamente, di misurare ognuna i limiti dell’altra senza offesa e senza invidia.

“Ma li leggi qualche volta i giornali?” chiede Anna ad una Maria che tenta appena di nascondere la propria ignoranza e che perde le staffe quando non comprende le parole pronunciate dall’amica.

Malìa è l’ignoranza genuina di una sarta sognatrice che non necessita di un vocabolario forbito per comprendere la furia delle proprie emozioni. Bondage, Erasmus, Immaginario… vocaboli che non fanno parte della quotidianità di una donna che ha cucito per sè un mondo abitato dalla sua unica passione: Mal Dei Primitives, un cantante, un sogno di gioventù. Maria trova rifugio nella propria fantasia, dialoga con la copertina di un 45 giri, discute con l’immagine di Mal Dei Primitives su come educare il figlio. Ignorante, sognatrice ma non stupida. “Signola Malìa, signola Malìa”, ripete Maria facendo il verso all’immigrata cinese che vorrebbe rubarle il lavoro. Attraverso gli occhi di una sarta che niente sa ma tutto comprende ridiamo della nostra contemporaneità.

Malìa, uno spettacolo che non permette allo spettatore di essere trasportato passivamente nella dimensione del sogno, nella “realtà altra” del teatro ma lo scuote, lo sveglia. Uno spettacolo che chiede partecipazione, interpretazione. Un gioco colto, raffinato. Una musica, un gesto, un nome, una battuta… tutto è citazione, un riferimento continuo alla letteratura, all’arte, all’attualità. Sta allo spettatore cogliere, comprendere, entrare nel meccanismo citazionale e godere di un gioco più sottile, intellettuale.

Malìa, un mondo rovesciato, un mondo sbagliato. Un mondo in cui l’Annunciazione non è la scoperta di aspettare il Figlio di Dio ma la carezza compassionevole dell’amica alla notizia della morte del figlio spacciatore.

di Valentina Vincenzini

MALÌA

Di Gianni Guardigli

Regia Ida Bassignano

scene e costumi Claudia Calvaresi
con Stefania Felicioli e Elisabetta Piccolomini
assistente alla regia Ester Tatangelo
musiche Alberto Antinori
disegno luci Gianluca Cappelletti
ufficio stampa Valeria Buffoni
comunicazione Carla Romana Antolini
organizzazione Ester Tatangelo

produzione TSI La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello