MATTEO DICIANNOVE QUATTORDICI, si ama come si è stati amati

di Valentina Vincenzini

pubblicato su farespettacolo.it
mercoledì, 11 dicembre 2013

MATTEO DICIANNOVE QUATTORDICI

di Giovanni Franci
regia di Marianna Galloni
con Gabriele Granito, Gianmarco Bellumori e Marianna Galloni
In scena al Teatro Cometa Off dal 10 al 15 dicembre, Roma.

Trama: Nel giardino di casa, Luca (Gianmarco Bellumori) attende che la fidanzata (Marianna Galloni) finisca di prepararsi per una festa fra amici: una cornice di assoluta normalità destinata ad essere travolta dalla memoria e dal sogno, per raccontarci una storia d’amore tutta diversa.

MATTEO DICIANNOVE QUATTORDICI, si ama come si è stati amati
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mercoledì, 11 dicembre 2013
Valentina Vincenzini
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MATTEO DICIANNOVE QUATTORDICI
Lasciate che i bambini vengano a me

di Giovanni Franci
regia di Marianna Galloni
con Gabriele Granito, Gianmarco Bellumori e Marianna Galloni

In scena al Teatro Cometa Off dal 10 al 15 dicembre, Roma.
Vedi Matteo Diciannove Quattordici al Teatro Cometa Off!

[__Trama: Nel giardino di casa, Luca (Gianmarco Bellumori) attende che la fidanzata (Marianna Galloni) finisca di prepararsi per una festa fra amici: una cornice di assoluta normalità destinata ad essere travolta dalla memoria e dal sogno, per raccontarci una storia d’amore tutta diversa.__]

★ Confessione? Delirio? Visione? Non abbiamo bisogno di saperlo con certezza. Quel che conta è la forza profonda e incontenibile dell’innocenza, costantemente impegnata a lottare contro una terribile verità: “Ognuno di noi ama esattamente come è stato amato.” ★

Vedere Matteo Diciannove Quattordici è come guardare un film. Un film con la stessa inquietante dolcezza di Edward mani di forbice di Tim Burton o The Orphanage di Juan Antonio Bayona ma, allo stesso tempo, con un cortocircuito narrativo come Strade perdute di David Lynch in cui inizio e fine coincidono e sta a noi fare quello sforzo interpretativo per discernere il vero dal falso, fare quel montaggio mentale per rimettere insieme i pezzi e dare un senso alla realtà e al ricordo.

Un cortocircuito narrativo ma anche un cortocircuito emotivo. Si perchè Matteo Diciannove Quattordici è la dolcissima storia d’amore tra Luca (Gianmarco Bellumori) e Matteo (Gabriele Granito), due ragazzini che scoprono per la prima volta, tra le tetre pareti di un collegio, la forza irresistibile del desiderio e dell’amore adolescenziale. Amore rotto e contaminato dagli orrori e privazioni da parte di quell’ambiente istituzionale e cattolico che avrebbe dovuto proteggerli anzichè esporli ad atrocità quali la pedofilia, la calunnia e l’omicidio.

“Il primo amore non si scorda mai” si dice, e deve essere vero se, a distanza di anni, la quotidianità di Luca si spezza e riaffiora tutto il dolore di un ricordo che ci viene raccontato in forma romanzata dal fantasma di Matteo il quale fa il suo ingresso nel giardino della memoria di un Luca cieco e ignaro che, insieme a noi, ascolta la storia triste di un bambino non voluto.

Grazie ad una scrittura potente, i personaggi di Giovanni Franci affrontano un viaggio nella memoria di un bambino che non conosceva il significato di una carezza, la gioia di possedere qualcosa, il turbamento di custodire un segreto. Un viaggio nella scoperta di tutte queste emozioni grazie alla figura carismatica di Fratel Vincenzo, che porta Matteo a confondere il bene dal male, l’amore dall’abuso, il regalo dalla corruzione.

Con Matteo Diciannove Quattordici, Giovanni Franci ci racconta il passaggio dall’infanzia all’adolescenza, il passaggio dal non capire al prendere coscienza, l’importanza di difendere la propria personalità e la bellezza dell’amore sincero e disinteressato.

Amore che Luca ha difeso lottando contro un sistema marcio e ipocrita che li ha divisi. Ed ora che è un adulto, il passato torna prepotentemente nel suo presente e le parole di Matteo diventano pensieri, dissolvendosi come la sua immagine.

Efficace la scelta stilistica di Marianna Galloni, regista e attrice di uno spettacolo in cui ogni dettaglio è funzionale all’emozione e in cui gli oggetti scenografici e la musica sottolineano i momenti di congiunzione tra presente e passato, realtà e ricordo. Matteo Diciannove Quattordici, da vedere e rivedere.

di Valentina Vincenzini

MATTEO DICIANNOVE QUATTORDICI
Lasciate che i bambini vengano a me

di Giovanni Franci

regia di Marianna Galloni

con Gabriele Granito,
Gianmarco Bellumori
Marianna Galloni

luci Alessio Pascale,
ufficio stampa e comunicazione: Marzia Spanu