Waiting – a documentary

di Valentina Vincenzini

pubblicato su farespettacolo.it
lunedì, 03 marzo 2014

Waiting – a documentary

di Cristian M. Piazza
con Paolo Buffagni, Floriano Pagliara, Paolo Inferrera
(New York, 2014)

★ Con Waiting – a documentary il documentarista Cristian M. Piazza ci racconta la storia, o meglio le storie, di tre italiani che hanno scelto di lasciare l’Italia per inseguire il sogno di una vita a New York: Floriano Pagliara, pugile professionista di Cecina (Livorno); Paolo Buffagni, tenore di Modena e Paolo Inferrera, ristoratore di Padova. Filo conduttore delle tre storie è “l’attesa” del momento giusto, l’attesa di quella occasione che può dare la svolta alla propria carriera a rischio però di perdere tutto. E’ proprio il rapporto tra successo e fallimento che Cristian M. Piazza esplora attraverso questo suo primo documentario. In bilico tra l’attesa di una vita migliore e la paura di fallire, i tre personaggi vivono le stesse emozioni di tanti immigrati che giocano a New York la partita di una vita. Lo stesso Cristian M. Piazza condivide, sotto certi aspetti, le stesse ansie e gli stessi desideri dei tre protagonisti, per questo sa come raccontarle e come tradurre in immagini quel New York State of Mind per cui tutto sembra possibile eppure il lieto fine non è per nulla scontato.★

LA STORIA DI WAITING
WAITING è un documentario sulle vite e aspirazioni di tre Italiani, immigrati di classe media, che vivono nella New York contemporanea. Le storie modellano il “viaggio”, struggente e unico, attraverso sfide, e la costante paura al fallimento. Questo sguardo genuino sulla loro routine quotidiana e i loro sogni, racconta delle difficoltà e delle conquiste mentre inseguono ed impostano un percorso tutto loro.
Floriano Pagliara è un pugile professionista di Cecina. A ventotto anni, si trova ad un bivio dopo aver perso un incontro fondamentale per KO. Parte per New York con l’ossessione di diventare un pugile migliore. Trova i giusti allenatori e la più importante palestra della boxe al mondo: la Gleason’s. Confermerà se stesso combattendo per il titolo mondiale WBF contro il campione americano.
Paolo Buffagni è un tenore di Modena. Dopo aver fatto la scuola alberghiera, si sposta verso la recitazione. Arriva a New York con $200 in tasca e senza parlare l’inglese. Scopre l’Opera e s’innamora subito di quest’arte. Modenese doc come il Grande Pavarotti, vede l’inizio di una nuova carriera. Dopo aver cantato piccoli ruoli per diverse compagnie gli viene offerto il ruolo di Alfredo in Traviata.
Paolo Inferrera viene da Padova. I suoi genitori divorziano quando lui ha ventuno anni. Lascia l’Italia per New York qualche anno dopo per andare, magari senza esserne pienamente cosciente, in cerca di sicurezze o di una nuova campana di vetro. Appena arrivato, trova nessi all’interno della subcultura dei ristoratori italiani. Presto si ritrova in una strana rete di persone che lo portano a provare una varietà di sostanze e a nascondersi nell’alcool. Sprofonda. Gli ci vuole un po’ di tempo per riprendersi. C’è sempre una seconda opportunità.
Indipendentemente dal risultato, la vita offre loro l’opportunità di crescere e ottenere qualcosa che era in teoria difficile da raggiungere.

NOTA DEL REGISTA CRISTIAN M. PIAZZA
Emigrare rappresenta sempre un grande cambiamento, ed io sono uno dei tanti, insieme ai miei genitori, nonni ed amici ad aver vissuto questa esperienza. All’inizio si è euforici e suggestionati, perché tutto è nuovo, poi arriva il panico e ti rendi conto che il tuo passato e tutto ciò che ti era famigliare, rimane solo un ricordo.
Quando ho ideato questo progetto, mi trovavo ad un bivio: ero disoccupato, dopo aver lavorato per la RAI a New York. Ho deciso di trasformare la mia delusione in energia affermativa.
Ho immaginato un modo di raccontare la mia storia personale attraverso le voci d’altri che come me avevano vissuto gli stessi alti e bassi nel abitare a New York. Per esempio, la mia costante paura al fallimento, l’idea di “casa” e le nostre vulnerabilità collettive.
Ho sacrificato molte cose, perdendo il conto delle notti di veglia; il tentativo di piacere agli altri e di ottenere qualche riconoscenza, la costante mancanza di fondi e il desiderio di fare il miglior film possibile. Credendo fortemente in questa storia, essa è diventata parte integrale della mia vita.
Inizialmente, le riprese sono partite seguendo cinque “personaggi”. Con il tempo, il documentario è continuato con solo tre di loro, con i quali ho soprattutto cercato di evidenziare il lato umano, stabilendo un’empatia con i loro dolori ed i loro successi.
Durante il lavoro di ripresa ho riflettuto sul fatto che la maggior parte delle decisioni arrivano da un nostro “stato” molto intimo: chiamatelo crisi individuale, punto di svolta, o passaggio all’età adulta.
Inizialmente mi sono interessato a come le persone fossero consapevoli di questo “stato” e di come potessero guardare al loro cammino e provare a cambiare le loro vite.
A volte la decisione di spostarsi non è solo il risultato di un evento rilevante, seguiamo qualcos’altro, talvolta non sappiamo di cosa si tratta, ma tutto ciò ci invita a guardare altrove. Questa voce interiore spinge alcune persone a “muoversi” e a guadagnarsi un posto nel mondo dove creare un senso d’appartenenza. In realtà, proprio il mio senso di (non) appartenere mi ha portato a New York e al compimento di questo film.
New York ha sempre avuto un legame speciale con l’Italia. La città è stata casa di molte generazioni di famiglie italiane sin dalla fine del ‘800; sono grato ad ognuna di loro che ha preparato la strada, compresi “delinquenti e fannulloni”.
Tutti a loro modo hanno modellato l’ineffabilità di quest’isola. Questo film, crea così un ponte tra i vecchi pionieri e i nuovi Sojourners.
Seguire questi ragazzi, condividere anche se per poco le loro vite, ha significato un apprendimento e una mia bellissima crescita personale. Il traguardo di questo documentario è sulle forze interiori che spingono un essere umano ad andare avanti e le circostanze che distinguono ogni “viaggio”.
Cristian M. Piazza

WAITING

di Cristian M. Piazza

con Paolo Buffagni, Floriano Pagliara, Paolo Inferrera

direttore della fotografia Tommaso Fondi, José Luis R. Cortés
editor Andrea Zucchini
editor/colorist Frederick Trevino
camera operator Marco Gozzo